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23/04/1986 - 05/05/1986
SERGIO RAGALZI
OMBRE ATOMICHE



Galleria Franz Paludetto
Via Susa 14, Torino

“Le figure, maschio e femmina, sono profondamente simboliche. Ed anche rigorose. Eppure mi potevano ricordare Adamo ed Eva – enigmatiche immagini dell’originale condizione dell’uomo - in uno strano melancolico modo chiuso agli umori della nostra cultura contemporanea. La loro raffinata e canonizzata bellezza era una utopica idea del futuro, espressione di desiderio. Nelle tele di Sergio Ragalzi, tuttavia, le figure non si muovono con leggerezza nell’aria, come Adamo ed Eva, perché troppo pesanti di pittura. Appartengono alla terra come esseri molto vecchi. Questo è il loro fascino. Sembrano scavate nella pittura, esumate da una pittura pesante e lenta come terra: figure che emergono dalla terra come corpi morti – neri come la storia. Un poeta osservò che fare arte significa occuparsi di cose molto vecchie. E davvero l’importanza dell’arte è rievocare, riportare alla memoria dell’uomo. Ciò accade se l’artista sa realizzare forme sull’altro lato della bellezza formale, sull’altro lato di quel melodioso e meraviglioso fiume. Le figure di Ragalzi in qualche modo interrompono l’abitudine dell’occhio e l’usuale flusso delle immagini.”

Rudi Fuchs, dal catalogo della mostra Ombre atomiche, edizioni Franz Paludetto, 1986.
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